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Giovedì 18 Luglio 2024 20:00

Nomina responsabile safeguarding

Il Consiglio Direttivo della Sub Mares Lucca, in adesione alle linee guida della FIPSAS in materia di safeguarding, ha nominato in data 16/07/2024 la nostra socia e consigliera Paola Ferri responsabile safeguarding per la Sub Mares. Paola sarà direttamente coinvolta in tutte le attività volte a contrastare tutte le forme di abuso, molestia, violenza di genere o discriminazione.

Chiunque abbia necessità di contattare Paola in merito a situazioni concernenti questo tipo di problematiche può farlo utilizzando i seguenti recapiti: 328 8396489, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Di seguito pubblichiamo il Modello Organizzativo e di Controllo dell'Attività Sportiva e il Codice Etico e di Condotta in materia di safeguarding approvati ed emanati dalla Sub Mares Lucca.

 

MODELLO ORGANIZZATIVO E DI CONTROLLO DELL’ATTIVITÀ SPORTIVA

Introduzione

  1. Il presente modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva

a)     ha validità quadriennale dalla data di approvazione e deve essere aggiornato ogni qual volta necessario al fine di recepire le eventuali modifiche e integrazioni delle Linee Guida FIPSAS, delle eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI e delle raccomandazioni dell’Osservatorio Permanente del CONI per le Politiche di Safeguarding.

b)     è pubblicato sulla homepage del sito dell’Associazione, affisso nella sede della medesima nonché comunicato al Safeguarding Officer della Federazione insieme alla nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni.

Art.1 - Finalità

  1. Il presente documento regolamenta e disciplina gli strumenti per la prevenzione e il contrasto di ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere o discriminazione per ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale, ovvero per le ragioni di cui al D.lgs. n. 198/2006 attuati in danno dei Tesserati, specie se minori d’età, nell’ambito della Società SUB MARES LUCCA, di seguito per brevità anche solo “Società”.
  2. Le norme e le prescrizioni contenute nel presente regolamento richiamano e sono conformi alle vigenti Linee Guida adottate dalla FIPSAS e costituiscono l’insieme delle regole di condotta a cui tutti gli appartenenti della società sono tenuti ad uniformarsi al fine di:

a)     garantire il diritto di tutti i tesserati ad essere tutelati da ogni forma di abuso, violenza o discriminazione;

b)     promuovere una cultura e un ambiente inclusivi che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i Tesserati, specie se minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le diversità;

c)     rendere consapevoli i Tesserati in ordine ai propri diritti, doveri, obblighi e responsabilità;

d)     individuare e attuare adeguate misure, procedure e politiche di Safeguarding, anche in conformità alle raccomandazioni del Safeguarding Officer istituito dalla FIPSAS, volte a ridurre i rischi di condotte lesive dei diritti, specie nei confronti di Tesserati minori;

e)     provvedere alla gestione tempestiva, efficace e riservata delle segnalazioni di fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e tutela dei segnalanti;

f)      informare i Tesserati, anche minori, sulle misure e procedure di prevenzione e contrasto ai fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e, in particolare, sulle procedure per la segnalazione degli stessi;

g)     incentivare la partecipazione dei componenti della Società alle iniziative organizzate dalla FIPSAS nell’ambito delle politiche di Safeguarding;

h)     garantire il coinvolgimento di tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di Safeguarding della Società.

Art. 2 – Ambito di applicazione

I soggetti tenuti al rispetto del presente documento sono:

a)     tutti i tesserati della Società;

b)     tutti coloro che intrattengono rapporti di lavoro o volontariato con la Società;

c)     tutti coloro che, a qualsiasi titolo, intrattengono rapporti con la Società.

Art. 3 – Norme di condotta

È onere della società strutturarsi in modo tale da dare attuazione alle finalità indicate all’art. 1, uniformando i propri comportamenti alle norme di condotta di seguito indicate.

a)     Assicurare un ambiente ispirato a principi di uguaglianza e di tutela della libertà, della dignità e dell’inviolabilità della persona. A titolo di esempio:

  • evitare discriminazioni tra gli allievi e atleti in base a sesso, etnia, appartenenza culturale ecc.;
  • prevedere, in presenza di minori appartenenti a categorie svantaggiate, la loro equa suddivisione in squadre o gruppi di allenamento in modo da facilitare l’integrazione;
  • evitare atteggiamenti o comportamenti che possano ledere la sensibilità delle persone che partecipano alle attività organizzate dalla Società.

b)     Riservare ad ogni Tesserato attenzione, impegno e rispetto, senza distinzioni di età, etnia, condizione sociale, opinione politica, convinzione religiosa, genere, orientamento sessuale, disabilità e altro:

  • imporre regole di condotta agli istruttori/ tecnici volte ad assicurare a ciascun allievo/atleta di poter essere adeguatamente seguito nello svolgimento dell’attività sportiva;
  • prevedere la presenza di un numero adeguato di istruttori/tecnici in relazione alla composizione di ciascun gruppo di allievi/atleti;
  • sensibilizzare istruttori, tecnici, atleti e dirigenti all’utilizzo di un linguaggio non discriminatorio.

c)     Far svolgere l’attività sportiva nel rispetto dello sviluppo fisico, sportivo ed emotivo dell’allievo/atleta, tenendo in considerazione anche i suoi interessi e bisogni:

  • confrontarsi con i minori al fine di comprendere le loro ambizioni e i loro desideri in ambito sportivo;
  • programmare per ciascun allievo/atleta l’attività sportiva o la partecipazione alle attività in modo da tener conto delle capacità individuali e delle aspirazioni di ciascuno.

d)     Prestare la dovuta attenzione ad eventuali situazioni di disagio anche derivante da disturbi dell’alimentazione alimentare, noti o percepiti anche indirettamente, con particolare attenzione a circostanze che riguardino i minori:

  • affiancare agli istruttori/tecnici figure professionali specializzate che possano monitorare il comportamento degli allievi/atleti;
  • prevedere percorsi volti a favorire l’educazione alimentare;
  • individuare tra i dirigenti una figura di riferimento che, in relazione all’età degli allievi/atleti, possa dialogare con loro al fine di scorgere segni di malessere.

e)     Segnalare tempestivamente ogni circostanza di interesse agli esercenti la responsabilità genitoriale o tutoria ovvero ai soggetti preposti alla vigilanza

  • individuare il soggetto che deve provvedere alla segnalazione;
  • individuare le situazioni di interesse di natura sportiva o extra sportiva;
  • segnalare ai genitori eventuali assenze da esercitazioni, immersioni o allenamenti compiute dai minori.

f)      Confrontarsi con il Responsabile delle Politiche di Safeguarding nominato dalla società ove si abbia il sospetto circa il compimento di condotte rilevanti ai sensi del presente documento.

g)     Attuare idonee iniziative volte al contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione adottando i seguenti comportamenti:

  • sollecitare istruttori, atleti, tecnici e dirigenti all’uso di un linguaggio appropriato e comunque evitare l’uso di espressioni discriminatorie, sessiste o di matrice razzista;
  • richiedere ai tecnici e dirigenti di instaurare tra loro rapporti professionali evitando situazioni di imbarazzo.
  • gestire l’attività, anche in occasione delle trasferte, individuando soluzioni logistiche volte ad evitare che i dirigenti e gli istruttori/tecnici siano in camera con gli allievi/atleti;
  • stabilire regole nell’accompagnare o prevelare gli allievi/atleti minori dalla loro residenza, facendo in modo che vi sia sempre la presenza di almeno due dirigenti;
  • stabilire, in presenza di allievi/atleti minori fuori sede a cui viene fornito l’alloggio, di limitare l’accesso agli istruttori/tecnici o dirigenti, se non per finalità di controllo da effettuare, in ogni caso, alla presenza di almeno due persone dello stesso sesso degli allievi/atleti all’interno dell’appartamento;
  • sensibilizzare gli allievi/atleti all’adozione di regole di condotta volte a contrastare fenomeni di bullismo o cyberbullismo.

h)     Prevedere azioni di sensibilizzazione adeguate a garantire il rispetto dei comportamenti e condotte sopra descritti quali:

  • prevedere l’organizzazione di riunioni periodiche che coinvolgano i genitori, gli istruttori, i tecnici e i dirigenti nel cui ambito illustrare le politiche di salvaguardia dei minori e le azioni che si intendono intraprendere e in cui discutere delle criticità emerse nel corso della stagione sportiva.

i)      Spiegare in modo chiaro a coloro che assistono allo svolgimento di immersioni, allenamenti, gare o manifestazioni sportive, di astenersi da apprezzamenti, commenti e valutazioni che non siano strettamente inerenti alla prestazione sportiva in quanto potrebbero essere lesivi della dignità, del decoro e della sensibilità della persona.

j)      Favorire la rappresentanza paritaria di genere, nel rispetto della normativa applicabile.

k)     Rendere consapevoli i tesserati in ordine ai propri diritti, doveri, obblighi e responsabilità adottando le seguenti misure:

  • affissione presso la sede della Società del modello organizzativo e del Codice di condotta adottato e degli eventuali aggiornamenti, integrazioni o modifiche e/o pubblicazione dello stesso sulla homepage del sito della società;
  • affissione presso la sede della società e/o pubblicazione sulla homepage del sito della società del nominativo del Safeguarding nominato dal sodalizio con indicazione del recapito telefonico e/o indirizzo e-mail per poterlo contattare;
  • illustrare ai tesserati e ai loro genitori, se minorenni, il modello organizzativo e il codice di condotta adottato dalla società, e comunicare il nominativo del Safeguarding della società;
  • informare i tesserati e i loro genitori, se minorenni, circa le misure adottate dalla società per la prevenzione e il contrasto dei comportamenti lesivi.

Art. 4 – Tutela dei minori - Obblighi

Tutti coloro che in ambito societario – a prescindere dalla forma del rapporto instaurato – svolgono funzioni che comportano contatti diretti e regolari con minori devono fornire copia del certificato del casellario giudiziale ai sensi della normativa vigente.

Art. 5 – Responsabile delle politiche di salvaguardia nominato dalla società

  1. Allo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui Tesserati nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi, anche ai sensi dell’art. 33, comma 6, del D.lgs. n. 36/2021, la Società nomina un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni e lo comunica alla FIPSAS.
  2. Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni dovrà essere prescelto tra i tesserati di comprovata moralità e competenza in possesso dei seguenti requisiti:

a)     non aver riportato condanne penali anche non passate in giudicato per i seguenti reati: art 600-bis (prostituzione minorile); 600-ter (pornografia minorile), 600-quater (detenzione o accesso a materiale pornografico), 600- quater.1 *(Pornografia virtuale), 600-quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile), 604-bis (propaganda e istigazione a delinquere per motivi discriminazione etnica e religiosa), 604-ter, (circostanze aggravanti) 609-bis (violenza sessuale) , 609-ter (circostanze aggravanti), 609-quater (atti sessuali con minorenne), 609-quinquies (corruzione di minorenne), 609-octies (violenza sessuale di gruppo), 609- undecies (adescamento di minorenni);

b)     non aver riportato nell’ultimo decennio, salva riabilitazione, squalifiche o inibizioni sportive definitive, complessivamente superiori ad un anno, da parte delle FSN, delle DSA, degli EPS e del CONI o di organismi sportivi internazionali riconosciuti;

c)     aver seguito i corsi di aggiornamento previsti dalla FIPSAS e/o essere in possesso dei titoli abilitativi eventualmente previsti dai regolamenti federali.

  1. La nomina del Responsabile è adeguatamente resa pubblica mediante tempestiva affissione presso la sede e pubblicazione sulla homepage del sito internet della società e inserita nel sistema gestionale federale, secondo le procedure previste dalla federazione.
  2. Il Responsabile dura in carica un anno e può essere riconfermato.
  3. In caso di cessazione del ruolo di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, per dimissioni o per altro motivo, il sodalizio provvede entro 30 giorni alla nomina di un nuovo Responsabile inserendola nel sistema gestionale federale, secondo le procedure previste dalla federazione.
  4. La nomina di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni può essere revocata prima della scadenza del termine per gravi irregolarità di gestione o di funzionamento, ovvero per il venir meno dei requisiti necessari, con provvedimento motivato consiglio della Società. In questo caso la Società deve informare tempestivamente il Safeguarding Officer della FIPSAS e provvedere alla sostituzione secondo le modalità di cui al precedente comma.
  5. Il Responsabile è tenuto a:

a)     promuovere la corretta applicazione del Regolamento per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui Tesserati della FIPSAS nell’ambito della società, nonché l’osservanza e l’aggiornamento dei Modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei Codici di condotta adottati dagli stessi;

b)     adottare le opportune iniziative, anche con carattere d’urgenza, per prevenire e contrastare nell’ambito del proprio sodalizio ogni forma di abuso, violenza e discriminazione

c)     promuovere ogni iniziativa di sensibilizzazione che ritiene utile e opportuna;

d)     segnalare al Safeguarding Officer della FIPSAS eventuali condotte rilevanti e fornire allo stesso ogni informazione o documentazione richiesta;

e)     rispettare gli obblighi di riservatezza imposti dai Regolamenti FIPSAS;

f)      proporre l’aggiornamento dei Modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei Codici di condotta, tenendo conto delle caratteristiche della Società;

g)     valutare annualmente l’adeguatezza dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta nell’ambito del proprio sodalizio, eventualmente sviluppando e attuando sulla base di tale valutazione un piano d’azione al fine di risolvere le criticità riscontrate;

h)     partecipare all’attività obbligatoria formativa organizzata dalla FIPSAS.

Art. 6 – Dovere di segnalazione

  1. Chiunque venga a conoscenza di comportamenti rilevanti ai sensi del presente Regolamento è tenuto a darne immediata comunicazione al Safeguarding Officer della FIPSAS, anche per il tramite del Safeguarding Officer nominato dalla Società.
  2. Chiunque sospetta comportamenti rilevanti ai sensi del presente Regolamento può confrontarsi con il Responsabile delle politiche di salvaguardia nominato dalla società o direttamente con il Safeguarding Office della FIPSAS.

Art. 7 – Diffusione ed attuazione

  1. Il presente documento è pubblicato sul sito internet della Società e/o affisso presso la sede dello stesso ed è portato a conoscenza di tutti i collaboratori, qualunque sia il motivo della collaborazione, al momento in cui si instaura il rapporto con la Società.

Art. 8 – Sanzioni

Possono essere inflitte sanzioni proporzionali alla gravità del comportamento tenuto. Ad esempio: richiamo, multa, squalifica dallo svolgimento dell’attività sportiva per un determinato periodo, ecc.

Art. 9 – Norme finali

  1. Eventuali proposte di modifiche al presente documento dovranno essere sottoposte ed approvate dal consiglio direttivo della Società.
  2. Per quanto non esplicitamente previsto nel presente documento si rimanda allo Statuto della FIPSAS, nonché al Regolamento per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui Tesserati e nel Codice di Condotta.
  3. Il presente Regolamento, approvato dall’organo direttivo, entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.

CODICE ETICO E DI CONDOTTA A TUTELA DEI MINORI E PER LA PREVENZIONE DELLE MOLESTIE, DELLA VIOLENZA DI GENERE E DI OGNI ALTRA CONDIZIONE DI DISCRIMINAZIONE

Ogni Tesserato è tenuto a mantenere un comportamento rispettoso, equo e privo di qualsiasi forma di abuso, violenza e discriminazione.

Diritto fondamentale di ogni Tesserato è quello di essere trattato con rispetto e dignità, nonché di essere tutelato da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra discriminazione, prevista dal D.lgs. n. 198/2006, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva. Il diritto alla salute e al benessere psico-fisico di ciascun Tesserato costituisce un valore assolutamente prevalente anche rispetto al risultato sportivo.

Non sono consentite discriminazioni di alcun genere, che siano essere basate su etnia, colore, sesso, orientamento sessuale, lingua, religione, opinione politica o di altra natura, nazione o origine sociale, disponibilità economica, nascita o di altra natura.

Sono vietate tutte quelle condotte integranti abuso psicologico, abuso fisico, molestia sessuale, abuso sessuale, negligenza, incuria, bullismo o cyberbullismo o comportamenti discriminatori, come descritti all’art. 3 del modello Organizzativo adottato dalla società;

Norme di condotta generali

I Tesserati e chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva devono:

  • adottare condotte non discriminatorie, evitando qualsiasi atteggiamento inappropriato fondato su etnia, colore, sesso, orientamento sessuale, lingua, religione, opinione politica o di altra natura, nazione o origine sociale, disponibilità economica, nascita o di altra natura;
  • astenersi dall’adottare condotte quali: colpire, assalire fisicamente o abusare fisicamente o psicologicamente un’altra persona;
  • evitare atteggiamenti nei confronti di altri che - anche sotto il profilo psicologico - possano influire negativamente sul loro sviluppo armonico e socio-relazionale;
  • agire con comportamenti che siano di esempio positivo, specialmente per i minori;
  • astenersi dal porre in essere relazioni con minori che possano essere in qualche modo considerate di natura sessuale, sfruttamento, maltrattamento o abuso;
  • usare un linguaggio consono, evitando commenti offensivi o discriminatori;
  • comportarsi in maniera consona rispetto al ruolo svolto evitando condotte inappropriate o sessualmente provocanti;
  • astenersi dallo stabilire o intrattenere contatti con minori Tesserati utilizzando strumenti di comunicazione online personali (e-mail, chat, social network, etc.) che esulino da quelli strettamente funzionali all’attività istituzionale;
  • perseguire il rispetto dei principi indicati nel presente documento, evitando di tollerare o partecipare a comportamenti di altri soggetti che siano illegali, abusivi o che mettano a rischio la loro sicurezza;
  • astenersi dall’organizzare momenti conviviali non istituzionali con allievi/atleti minorenni, salvo il consenso dell’esercente la responsabilità genitoriale;
  • agire in modo da tutelare la sfera emotiva del minore, evitando di assumere comportamenti che possano far vergognare, umiliare, sminuire o disprezzare gli altri, o perpetrare qualsiasi altra forma di abuso emotivo;
  • evitare di discriminare, trattare in modo differente o favorire alcuni soggetti escludendone altri.

Doveri e obblighi dei tesserati

I Tesserati devono:

  • comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività collegata all’ambito sportivo;
  • astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;
  • garantire la sicurezza e la salute degli altri Tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;
  • impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri Tesserati nei percorsi educativi e formativi;
  • impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
  • prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;
  • astenersi da condotte offensive, minacciose o aggressive;
  • collaborare con gli altri Tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);
  • segnalare senza indugio al Responsabile contro abusi, violenze o discriminazioni nominato dalla società situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.

Doveri e obblighi dei dirigenti sportivi e dei tecnici

I Dirigenti sportivi e i Tecnici devono:

  • agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
  • astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei Tesserati, specie se minori;
  • contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei Tesserati, specie se minori;
  • evitare ogni contatto fisico non necessario con i Tesserati, specie se minori;
  • promuovere un rapporto tra Tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;
  • porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o tutoria ovvero i soggetti preposti alla vigilanza;
  • organizzare l’attività sportiva e gli allenamenti in modo da garantire la privacy degli atleti negli spogliatoi, ovvero facendo in modo che durante l’attività sportiva o in caso di visite mediche e trattamenti con fisioterapisti o simili, vi sia sempre la presenza di un responsabile della società, evitando di accompagnare i minori a casa o facendo in modo che, se ciò sia necessario, vi sia sempre la presenza di un componente dello staff;
  • astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video dei Tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o tutoria ovvero dai soggetti preposti alla vigilanza;
  • astenersi dal creare situazioni di intimità con il Tesserato minore;
  • impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo;
  • segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti loro affidati;
  • dichiarare cause di incompatibilità e conflitti di interesse;
  • sostenere i valori dello sport, in particolare educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive dei Tesserati;
  • conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;
  • segnalare senza indugio al Responsabile contro abusi, violenze o discriminazioni nominato dalla società e/o al Safeguarding Office della FIPSAS situazioni, anche potenziali, che espongano i Tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.

Doveri e obblighi degli atleti

Gli atleti devono:

  • rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;
  • rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;
  • mantenere rapporti improntati al rispetto degli altri atleti e di ogni soggetto coinvolto nelle attività sportive;
  • evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;
  • astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o tutoria ovvero ai soggetti preposti alla vigilanza, nonché al Responsabile del Safeguarding e/o il Safeguarding Officer della FIPSAS;
  • segnalare senza indugio al Responsabile contro le violenze, abusi e discriminazioni nominato dalla società e/o al Safeguarding Office della FIPSAS situazioni, anche potenziali, che espongano i Tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.

Procedura di selezione degli operatori sportivi

La Società quando instaura un rapporto di lavoro – a prescindere dalla forma – con operatori chiamati a svolgere mansioni comportanti contatti diretti e regolari con minori richiede preventivamente copia del certificato del casellario giudiziale ai sensi della normativa vigente.

Comportamento da tenere in presenza di una possibile condotta rilevante

Tutti i Tesserati devono essere vigili nell’identificare situazioni che possano comportare rischi per gli altri e devono riportare ogni preoccupazione, sospetto o certezza circa un possibile abuso, maltrattamento, violenza o discriminazione verso altri al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della società o al Safeguarding Office della FIPSAS attraverso la formulazione di segnalazioni da compiere con le modalità indicate sul sito www.fipsas.it.

Chiunque sospetti comportamenti rilevanti può confrontarsi con il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della Società di appartenenza o direttamente con il Safeguarding Office della FIPSAS.

In caso di minori coinvolti segnalare in maniera tempestiva eventuali situazioni di malessere all’esercente la responsabilità genitoriale al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della Società.

Riservatezza

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della società e il Safeguarding Officer della FIPSAS sono tenuti agli obblighi di riservatezza previsti dal Regolamento federale. L’identità del segnalante non può essere rivelata a persone diverse da quelle competenti a ricevere o a dare seguito alle segnalazioni. La protezione riguarda non solo il nominativo del segnalante ma anche tutti gli elementi della segnalazione dai quali si possa ricavare, anche indirettamente, l’identificazione del segnalante.

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Luglio 2024 18:54